AFTER THE SUNSET

Non c'è solo la Serenissima del Leone alato
e dei palazzi affacciati sul canal grande,
l'acqua alta in piazza San Marco e la scalinata di Rialto,
quella Venezia è conosciuta ancora prima di metterci piede,
un posto dove la realtà è sopraffatta dalla sua rappresentazione.

Sicuramente affascinante come una bella attrice prosperosa
vista nella sua nudità ma il fotografo,
come il viaggiatore curioso e affamato dell'essenza dei luoghi,
cerca l'anima nascosta, gli angoli più bui e misteriosi,
percorre le antiche mappe anonime,
ascolta la musica dei passi nei ponti, individua dettagli,
si sofferma davanti le luci accese delle finestre,
disegna virtuali geometrie
e ricompone passo passo il disegno complessivo della città
e del suo cambiamento con lo scorrere del tempo,
parallelo al silenzioso e lento scorrere dei canali.

Fotografie che rappresentano materia ed emozioni
e restituiscono sensazioni di umido, di tempo, di bellezza,
di passato, di dismesso, di sfumato, di luce, di marmo, di ombre,
di malinconia, di speranza, d'illusione, beh ovvio d'illusione...
d'altronde cos'è la fotografia se non l'illusione di osservare la realtà...
...è qui dove voglio spingere il fruitore,
deve illudersi di essere realmente in quei ponti,
in quei notturni campielli, una sorta di 3D bidimensionale,
dove non occorrono occhiali polarizzati
ma solo il desiderio di oltrepassare il vetro inesistente
che lo divide dall'opera e sentirsi protagonista, più che osservatore.


VAI ALLA GALLERIA